Chi siamo

Book … Un po’ di noi

  • UN PO’ DI STORIA…

2010 – Porte Aperte si costituisce, per intuizione di alcuni volontari che fin da ragazzi lavorano in aiuto di chi soffre, intuizione avallata dall’allora sindaco di Vinci (Dario Parrini) e dal parroco Padre Giovanni Grimaldi. Nasce dal bisogno di dare risposte concrete, dall’intuizione di poter far leva sui talenti, dall’attenzione ai problemi di chi soffre, dalle capacità imprenditoriali dei volontari, dall’amore per l’uomo e la terra, dalla sfida di fare bene il bene, togliendo dal proprio vocabolario la parola “assistenzialismo”; nasce dalla convinzione che non si deve dire mai “mai” né “sempre”, ma tutto può cambiare se lo vogliamo e la felicità dipende solo da noi stessi. Porte Aperte vuole essere questa opportunità, vuole essere riattivatore sociale. E fin dall’inizio è stato un crescere, grazie ai talenti di tutto il gruppo, di accoglienza, di risposte concrete, di progetti a favore del territorio, di collaborazioni, di reti.
2010 – Inizia il progetto L’Isola che c’è:  attività di animazione e di aggregazione per il territorio.
2010Inizia il progetto Il Paese dei Balocchi: dal 2010 attività estive per i bambini e ragazzi sui temi di solidarietà, uguaglianza di genere, valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente; attività di aggregazione per compleanni e feste privati. L’attività estiva accoglie i bambini al bisogno e accoglie gratuitamente i bambini delle famiglie delle Caritas del territorio.
2010Servizio di “Tutoring familiare”: si tratta di un servizio di accompagnamento del processo di riattivazione ed educazione.
2012 – diventa onlus (aps/onlus): normativa di riferimento APS.
Si prende P. IVA per aumentare le possibilità di diventare impresa.
Si cerca di incrementare quello che è il mondo dell’imprenditoria sia per l’autosostenibilità che per poter traghettare le persone che si rivolgono a noi nel mondo del lavoro vero.
2013 – si apre la Bottega Creativa Solidale nostra provvidenza per l’autosostenibilità, punto di raccolta di tutto ciò che non serve più, punto di divulgazione dei nostri valori) grazie alla famiglia Marconcini di Sovigliana che ci concede in comodato gratuito un ex macelleria e si inizia l’attività del laboratorio in un sottosuolo delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia.
Firma convenzione con ASL e Tribunali per aumentare gli inserimenti e sostenere
maggiormente le persone che accompagniamo.
2015 – Inizia il progetto Pollicino Verde“: orto estivo per bambini e ragazzi (età 3-15 anni).
2016 – siamo l’unica associazione che si iscrive all’albo di Cittadinanza attiva del Comune di Vinci (volontariato a servizio del territorio): strano ma vero, nessuna associazione di volontariato e nessun cittadino si iscrive (e questo la dice tutta su quante vere associazione di volontariato esistano sul territorio). Questo albo ci impegna per un anno nel restauro degli arredi del viale Togliatti della nostra frazione di Sovigliana.
Il comune di Vinci non può più far finta oramai di non considerarci: è costretto a cercarci e
impegnarsi con noi (anche sull’affido della guardiania di una mostra dedicata a Leonardo da Vinci).
2016 – Custodia mostra “Leonardo e la pittura”: servizio di custodia, ordine, informazioni, portierato all’interno di una mostra allestita in forma perenne dal Comune di Vinci. La mostra riproduce in modo reale e veritiero la quasi totalità delle opere di Leonardo da Vinci. L’affido diretto lo abbiamo firmato con il “Centro Internazionale di Studi e Documentazione Leonardo da Vinci” con sede presso la Biblioteca Leonardiana di Vinci.
2017 – Il progetto “La Bottega di Geppetto: Diversamente Uguali” trova casa sostenuto dal crownfounding del Cuore si Scioglie. Da allora è un crescendo, anche se aumentano le
spese, rimaniamo sempre attivi in bilancio. Questo ci permette ulteriori assunzioni.
Entriamo però sempre di più nella rete sociale, dimostrando cosa siamo capaci di essere.
2017 – Si progetta anche con la Regione e si vince il primo finanziamento. Ne presentiamo un altro a luglio (più importante anche di cifra e molto più ambizioso): “La Casa sull’Albero“, progetto recupero e gestione area verde di Piazza VIII marzo a Sovigliana nel comune di Vinci (3500 metri quadrati di verde incolto nascosto e poco frequentato dalla popolazione normale, intorno alla quale sono ubicate case popolari e cooperative), a scopo intercettazione fragilità, intercettazione NEET e conseguente riattivazione individuando le loro potenzialità e talenti, accompagnamento al lavoro e inserimento lavorativo e valorizzazione delle risorse umane più fragili che rimangono fuori da ogni progetto; valori aggiunti: spazio ludico e di aggregazione (Minigolf e il GiocOrto), disseminatore di valori positivi sociali, come la tutela dell’ambiente, la condivisione, la collaborazione, la fiducia, l’essere cittadino (educazione civica) oltre le mura di casa propria, intercultura, l’essere diversamente-uguale.
2018 – Si fa l’ulteriore trasloco (da un fondo che non era a norma). Si raddoppia la superficie presa in affitto, si investe nella messa a norma e nella formazione.
Aumentano le persone inserite e le collaborazioni avviate con Coperativa Pegaso, VNP, Casa Arrighi (Noi da grandi), Caritas, Misericordia Empoli, Nosostras, Casa di Hippa e Lella, Comune di Limite, Vinci, Empoli, Berni, Lowengroove, Tivoli Group e Pelle Moda (che ci stanno proponendo progetti di lavori continui). Abbiamo anche incontrato la CO&SO…..
La Bottega Creativa Solidale diventa per accordo con ALIA un “punto raccolta giallo”.
2018 – primavera, ci affidano gli orti sociali a Vinci (nessun altra associazione si è fatta avanti e il comune rischia la brutta figura con la regione e la rivolta degli abitanti di Vinci).
Ci iscriviamo al Servizio Civile Regionale.
2018 – firmiamo un contratto di comodato gratuito di tre anni per una casa a Piccaratico, grazie alla famiglie Cinell e Palatresi per il progetto “Casa di Valle: casa nostra”: casa di condivisione e cohousing per donne, minori e persone in condizione di fragilità.
2019 – presentiamo un’altro progetto alla regione “Parola d’ordine SCARTO“. Piace e ne finanzia una parte. E’ attivo ed è stato purtroppo rallentato dal COVID-19.
Si a llarga anche il territorio degli assistenti sociali che ci utilizzano.
Si stringe la rete con alcune aziende alle quali recuperiamo gli scarti e il passo
successivo è diventarne fornitori per la realizzazione di prodotti a loro necessari utilizzando
gli stessi loro scarti, accompagnando sempre più persone nel loro processo di riattivazione e reinserimento nel mondo del lavoro.
NATALE 2018-2019 – realizzazione (su commissione della Confesercenti di Empoli e dello stesso comune) arredi Natalizi e un Villaggio dei folletti con la Fabbrica
dei Giocattoli e il Villaggio delle Favole in due piazze di Empoli in occasione de Empoli città
del Natale. Il tutto esclusivamente con materiali di recupero dalle mani di coloro che sono
considerati scarti della società.
2019-2020 – riusciamo a raddoppiare, nonostante la pandemia, quasi le assunzioni togliendo definitamente dalla strada alcuni che hanno seguito con diligenza e impegno il loro processo di riattivazione.

VISION e MISSION

Ti è mai capitato di ascoltare il telegiornale e sentire una morsa tagliente afferrare il tuo cuore, un senso di scoraggiamento, di impotenza, di ribellione nell’ascoltare notizie di cronaca che assomigliano sempre di più ad un bollettino di guerra?

Abbiamo deciso di percorrere i ‘deserti’ del mondo e ascoltare il grido di chi non ha più voce, raccogliere il dolore di chi è disperato, certi che anche le lacrime, raggiunte dal raggio dell’Amore, possono risplendere di Luce divina nel firmamento dell’eternità. L’associazione crede nella bellezza e nell’unicità dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza  di Dio, e vuole metterlo in condizione di riattivarsi aiutandolo a far emergere le proprie risorse e talenti laddove è stato derubato di quello che gli spetta, dalle leggi talvolta spietate della sopravvivenza e dalle ingiustizie create dall’uomo stesso. L’associazione vuole essere un motorino di  avviamento per la persona che vive un disagio perché possa raggiungere una propria autonomia sperando che a sua volta essa (la persona) diventi attivatrice delle risorse altrui. Ci siamo fatti nostro come slogan una frase di Ghandi: “Sii tu il primo cambiamento Che vorresti vedere avvenire nel mondo”.

Abbiamo deciso di sporcarsi le mani, di rimettersi in discussione, di andare controcorrente in un momento di grande disagio lavorativo, in un momento di stallo (e lo stallo non è mai “stare fermi”, ma nello “stallo” si torna indietro). Ecco la sfida: creare lavoro, per dare uno stimolo al territorio e seminare qualcosa di buono per sé e per gli altri con quel di più che sta nel prendersi cura l’uno dell’altro mettendo in gioco e in comune ognuno le proprie risorse e talenti, dove nessuno è più avanti dell’altro, ma opera per il bene comune. L’associazione non persegue infatti l’interesse privato di un singolo o di un gruppo, bensì un interesse generale della collettività. Un problema saranno coloro che allungheranno le mani o busseranno a “Porte aperte” per chiedere aiuto? No: una risorsa! Concretizzeremmo la nostra mission in: “Essere-Amare-Servire”.

Come si è detto sopra, l’associazione, prima, vuole essere l’input, la prima cellula,  per riattivare la persona che vive un disagio (attivatori sociali); l’impresa sociale, poi, vorrà essere il modo imprenditoriale, un’impresa senza scopo di lucro, per raggiungere gli obiettivi descritti (tutto l’aspetto finanziario andrà unicamente nella direzione del disagio). Accettare quotidianamente la sfida ad essere realtà produttiva, impresa sociale del territorio, competitiva grazie all’attività di persone generalmente allontanate dal mondo del lavoro, utilizzando esclusivamente materiali di recupero, destinati allo smaltimento, capace di attivare nicchie di lavoro ad hoc (rispetto delle capacità individuali), rispondenti ad una specifica lettura delle opportunità del mercato del lavoro e in grado di valutare e investire le possibilità/capacità delle persone coinvolte, con l’esclusività di operare solo con progetti di economia circolare (recupero persone e cose, “scarto umano” e scarto)

Infine, se in tutto questo, viviamo e faremo vivere anche quello spirito di gioia proprio di chi ha trovato la pace e l’equilibrio, se creeremo iniziative per trasferire questa gioia a tutto il nostro territorio (perché è qui che dobbiamo vivere e vivere bene) allora abbiamo fatto “centro” avremo veramente insieme trovato il modo di passare “attraverso la porta stretta” per percorrere la strada della “Felicità”.

L’associazione è di recente costituzione, ma le persone che la compongono e l’hanno costituita da molti anni lavorano a sostegno e accanto al bisogno sotto tutti i suoi aspetti. L’esperienza ha chiesto l’esigenza di una forma organizzata nell’Associazione “’Porte Aperte”’ che intende potenziarsi ed allargarsi con professionalità, anche grazie ad una analisi dei bisogni emersi sul territorio.

Cercheremo di coinvolgere in maniera attiva tutti coloro che si rivolgono a noi.

Un sogno di uguaglianza, di libertà, di diritti e opportunità, oltre a tanto incontenibile e traboccante entusiasmo, voglia di vivere e rischiare e il sempre mettersi in gioco ha mosso ad iniziare questa avventura.

Prima di partire ci siamo guardati intorno e ci siamo domandati: ma esiste sul territorio uno spazio che tuteli coloro che non possono accedere al lavoro o sono troppo avanti per essere inseriti in istituti uno spazio che li educhi al lavoro, o per coloro che hanno evidenti problemi di salute e ancora nessuno li ha accompagnati in un percorso di guarigione e di riattivazione? Esiste uno spazio libero dai tanti vincoli istituzionali, libero di muoversi e autonomo finanziariamente? Esiste un progetto che non esiste solo per una categoria, ma opera per tutte le fragilità e bisogni a 360°. Porte Aperte aps onlus nasce per questo!

Come si diventa volontari?
Semplicemente dando un po’ del vostro tempo, basta essere innamorati dell’uomo e dell’ecosistema della terra, avere voglia di essere quella piccola goccia in un grande mare, ma esserci.

Qual’è il profilo “ideale” del nostro volontario?
Non c’è un profilo ideale: Porte Aperte è “aperta a tutti”. Ma volendo dare una risposta: tutti coloro che non vogliono solo “ricevere”, ma  ricevono tanto donando una parte di sé.

Alcuni slogan dell’Associazione:
Sii tu il primo cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo” (Gandhi)

Il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico”